Il campionato mondiale (WOC 2026) ha visto i migliori corridori di 43 nazioni sfidarsi a Genova in tre diversi format di gara: sprint individuale, knock-out e sprint relay, esplorando le vie storiche e i labirinti dei caruggi.
L’orienteering vede i corridori destreggiarsi tra i checkpoint visibili sulle mappe, addentrandosi in vicoli ciechi e spazi aperti. Gli atleti, usando il loro senso dell’orientamento, tracciano la rotta più breve verso il traguardo. La Federazione Internazionale (IOF) ha portato il main event delle competizioni sprint di orienteering a Genova in Piazza Matteotti, di fronte al Palazzo Ducale, che è stato il palcoscenico della finale in un punto centrale e scenografico, e a Sestri Ponente.
Il municipio di Sestri Ponente ha ospitato la prima giornata del mondiale, durante la quale si è svolta la gara sprint individuale. Gli orientisti hanno corso lungo le strade dell’entroterra sestrese per poi dirigersi verso via Sestri, con il traguardo proprio davanti alla Basilica di Nostra Signora Assunta. Gli atleti, una volta ritirata la mappa dei checkpoint alla partenza, hanno iniziato a tracciare percorsi, creando collegamenti tra un punto e l’altro e affidandosi al loro senso dell’orientamento.
Nella giornata di martedì la vittoria è andata al norvegese Kasper Harlem Fosser, con un tempo di 16:11, seguito dal francese Guilhem Verove (16:24) e poi dal finlandese Tuomas Heikkilä (16:29). Venerdì l’evento si è spostato nel labirinto del centro storico per la formula knock-out sprint. Tra creuze e vicoli strettissimi, a spuntarla è stato il francese Guilhem Verove con un fulmineo 8:21.9, staccando di pochissimo il finlandese Akseli Ruohola (8:22.7) e lo svedese Isac von Krusenstierna (8:23.8).
Sabato a Genova si è svolta la sprint relay: 32 nazioni con squadre da quattro atleti (uomo‑donna‑uomo‑donna) si sono alternate per frazioni di circa 15 minuti. Il trittico dei favoriti — Svizzera, Svezia e Norvegia — ha confermato le aspettative: spettacolare trionfo della Svizzera che, tra gli applausi e i cori in Piazza Matteotti, è arrivata in parata al traguardo, aggiudicandosi la medaglia d’oro (1:03:14.7). Il secondo posto è andato alla Svezia (1:03:35.0) e il terzo alla Norvegia (1:03:53.5).
Si è conclusa sotto il sole di Genova un’edizione straordinaria del Trofeo Panarello 2026, l’ormai storico appuntamento della pallanuoto giovanile a cura della Sportiva Sturla che quest’anno ha regalato emozioni a non finire, colpi di scena e un debutto assoluto che è già entrato nella storia del torneo. Tra conferme, battaglie in acqua e lo spettacolo del tifo sulle tribune, le categorie Under 11 e Under 13 hanno offerto una vetrina eccezionale per il futuro della pallanuoto ligure e nazionale. Nella categoria Under 13, a dettare legge è stato il Sori. I giovani granata hanno disputato un torneo praticamente perfetto, mettendo in mostra un’eccellente organizzazione tattica e individualità capaci di fare la differenza nei momenti chiave.
Emozioni a catena anche tra i più piccoli dell’Under 11, dove a trionfare sono stati i biancorossi dell’Iren Genova Quinto. I giovanissimi atleti del Quinto hanno mostrato grinta da vendere e un gioco corale che ha entusiasmato il pubblico.
Ma a prendersi la scena principale, in un clima di straordinaria festa sportiva, è stato anche il primo, tesissimo Derby storico della Lanterna acquatico, la vera, grande novità del Trofeo: una sfida che ha portato l’accesa rivalità calcistica cittadina direttamente dentro la vasca con il Genoa a imporsi sulla Sampdoria ai rigori.
Il CONI Liguria era presente alla cerimonia di premiazione con il Membro di Giunta Silvia Morais.
