Strage di Crans Montana: il sedicenne golfista genovese Emanuele Galeppini è una delle sei vittime italiane

La prima notizia dell'anno per lo sport ligure è purtroppo molto tragica: uno dei sei ragazzi morti nella strage di Capodanno a Crans-Montana è il diciassettenne genovese Emanuele Galeppini, cresciuto sportivamente presso il golf di Rapallo, la sua seconda casa anche dopo il suo trasferimento a Dubai. Quando tornava in Liguria era a Rapallo dal primo all'ultimo giorno, come ricorda Fabrizio Pagliettini, direttore del Circolo Golf e Tennis Rapallo, dove Emanuele si allenava nel suo sogno di diventare una stella del golf. Il Tigullio aveva un posto nel cuore del ragazzo, che avrebbe compiuto 17 anni a breve, come quel campo in cui aveva iniziato a giocare. Emanuele non aveva ancora fatto "il salto", ma il suo futuro era promettente: nel corso del 2025, il golfista genovese aveva concluso quarto il Campionato junior del Medio Oriente disputato negli Emirati, nell'aprile 2025 aveva conquistato l'Omega Dubai Creek Amateur Open, imponendosi all'attenzione degli addetti ai lavori per talento e maturità sportiva. Aveva giocato anche in Svizzera, al 'Memorial Olivier Barras' per i pro, in Italia, ai Campionati italiani under 16 e under 18 a squadre, in Inghilterra e in autunno in Bahrain. L'ultimo torneo a metà dicembre, l'Uae Cup Powered by Emirates.

Ora il feretro è tornato a Genova con un volo di Stato dalla Svizzera a Milano Linate e poi ha raggiunto la cappella della Chiesa dei Cappuccini all'interno dell'ospedale San Martino. 
Emanuele, grande tifoso genoano, era un promettente golfista nato a Genova ma residente da anni a Dubai con la famiglia per il lavoro del padre che opera nel settore dello shipping. 

Ieri, martedì 6 gennaio, duecento persone hanno partecipato al rosario nella cappella del San Martino, i funerali si svolgeranno nella giornata dell'8 gennaio, probabilmente in forma privata, in una chiesa ancora da individuare.

Ad accogliere la salma, in un'atmosfera di profonda commozione e compostezza, erano presenti il prefetto Cinzia Torraco, la sindaca Silvia Salis, l'arcivescovo di Genova Marco Tasca che ha benedetto la bara. In viaggio da Linate a Genova il presidente Marco Bucci e l'assessore Giacomo Giampedrone, che hanno accompagnato il feretro in un gesto di vicinanza alla famiglia.
La cappella, sobria e raccolta, diventa il luogo del primo, intimo addio. Accanto ai genitori, la mamma Beatrice e il papà Edoardo, il fratellino, gli zii, la famiglia tutta, provata dal dolore e dal viaggio dalla Svizzera, hanno osservato in silenzio, avvolti da un lutto che Genova condivide interamente: dal mondo del golf, dove il ragazzo era una stella nascente, al Genoa, la sua squadra del cuore, che si è unita al cordoglio con una corona.

"Non è bello vedere queste cose, perdere la vita a quell'età lì lascia il segno. Noi abbiamo fatto tutto il possibile, ieri sera è arrivata alla Regione la richiesta del ministero e abbiamo organizzato tutto il viaggio da Milano Linate fino a Genova, oltretutto come sapete il ministero ha affidato la gestione alle Regioni, quindi il nostro dipartimento di protezione civile e l'assessore Giampedrone hanno organizzato tutto quanto, compreso ciò che succederà qui nei prossimi due-tre giorni, in base a ciò che la famiglia deciderà di fare". "Come sapete - ha detto ancora Bucci - loro non vivono a Genova, ci sono anche problemi logistici da risolvere.  "È una giornata che deve lasciare spazio proprio a poche parole, una vita spezzata con tante cose da fare e tanti sogni da realizzare ancora, solo un messaggio di vicinanza e un abbraccio alla famiglia, siamo qui solo per questo, non dobbiamo dire altro". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis alla camera ardente.