Il passaggio della Fiamma Olimpica in Liguria, una grande festa, un bagno di folla lungo tutto il percorso
La Fiamma Olimpica venerdì e sabato è passata lungo la costa ligure e tra i borghi affacciati sul mare ma anche nell'immediato entroterra; venerdì dalle Cinque Terre alla Riviera, da La Spezia a Rapallo, fino a Genova, con un passaggio speciale all’Ospedale Gaslini, e poi sabato verso Savona, Imperia, Sanremo, Dolceacqua e Ventimiglia.
La tappa di venerdì si è conclusa al Porto Antico di Genova, dove era stato allestito il villaggio, e l'ultima tedofora scelta per accendere il braciere è stata proprio l'ex iridata del pattinaggio artistico a rotelle Paola Fraschini, una delle tre sportive indicate dalla Giunta Regionale CONI con Marco Lanna e Linda Cerruti. Altro tedoforo d'eccezione il nuotatore ligure Alberto Razzetti, olimpico a Tokio e Parigi. Quando un anno fa furono chiesti al CONI Regionale tre soli nomi di sportivi per il ruolo di tedoforo la tappa prevedeva il passaggio solo dalle provincie di Genova e Savona per poi raggiungere il Piemonte, da qui la scelta dei due genovesi e della sincronette savonese.
Il mondo dello sport ha risposto alla grande attraverso le società sportive, così come le scolaresche, regalando un bagno di folla entusiasta al passaggio della carovana lungo il percorso.

Nelle due giornate oltre 50 tedofori si sono alternati nel trasporto della fiaccola: l'ambito ruolo di portatore della sacra fiamma si poteva ottenere candidandosi online attraverso i portali dei main sponsor olimpici, per cui hanno sfilato alcuni atleti olimpici, iridati ma anche semplici appassionati o eccellenze di altri ambiti, mentre sono rimasti esclusi anche medagliati olimpionici. Non sono mancate le polemiche al riguardo, soprattutto sui social, cresciute poi nel dibattito pubblico e rilanciate da voci autorevoli dello sport italiano, che investono direttamente il senso profondo del ruolo del tedoforo. Al centro della discussione non c’è tanto la presenza di personalità del mondo dello spettacolo, attori, cantanti, influencer quanto la percezione – condivisa da molti ex atleti olimpici magari esclusi – che la scelta dei portatori della fiaccola stia progressivamente privilegiando visibilità mediatica e notorietà rispetto al legame diretto con lo sport. La presenza di personaggi e volti noti non sportivi ha sollevato interrogativi legittimi: chi dovrebbe davvero raccontare l’Olimpiade attraverso quel gesto? Non si tratta di rivendicare esclusività o di contrapporre sport e spettacolo, il punto, semmai, è capire quale messaggio si voglia trasmettere. Se la fiamma olimpica è ancora il racconto di una storia collettiva fatta di fatica, sconfitte, rinascite e successi, o se rischia di diventare un altro strumento di comunicazione.